Percorrendo New York in famiglia
Quando abbiamo pensato di visitare gli Stati Uniti, ho iniziato a fare una ricerca sui principali luoghi storici più rappresentativi della zona che costeggia l’Atlantico nord dell’America, così mi sono tuffata come a scuola sui libri, guide cartacea, Google Map, Internet ed anche confrontando l’esperienza di altri viaggiatori che come noi sono consapevole di quello che significa visitare per la prima volta una metropoli immensa e travolgente come New York.
Prima di continuare devo precisare che ogni fotografia è stata scattata con il cellulare, in modo spontaneo, senza strumenti di supporto né di modifica, così spero mi possiate scusare se non sono perfette, inoltre, non pretendo di fare una guida su cosa visitare (perché c’è un mare di cose da vedere sia a pagamento che gratuite) questo è sempre una scelta personale, voglio solo condividere la mia esperienza vissuta insieme alla mia famiglia ed anche per confrontarmi con altre persone che magari sono state da questa parte oppure vogliono fare un viaggio in questi posti e anticipare più meno a cosa vanno incontro.
Dal mio punto di vista, La Grande Mela non è libera dal caotico traffico cittadino, ne molto meno dai venditori ambulanti per le strade dove è vero che trovi gadget a un buon prezzo ma è anche vero che riempiono le strade di bancarelle improvvisate e tante volte disordinate, inoltre manca una raccolta differenziata per smaltire al meglio le montagne di rifiuti in sacchi neri di plastica che si vedono alla sera sui marciapiedi vicino agli hotel, di certo non è una buona pubblicità e come turista non è una cosa bella da raccontarvi ma purtroppo l’ho vista da vicino e mi auguro possa migliorare al più presto perché non rispecchiano l’immagine bellissima e affascinante del posto.
Non posso immaginare come sarà abitare su uno di questi palazzi, perché da turista in albergo le cose sono diverse e poi in casa al massimo abbiamo due piani.
Quindi, questa è una delle cose che ti fanno dire: “Woow, Incredibile, che Bello, Caspita” nel vero senso della parola; un edificio attaccato all’altro e uno più alto e più bello ancora, immagino che gli architetti e costruttori saranno soddisfatti del lavori compiuti negli anni.
Sicuramente le migliore viste panoramiche della città sono quelle fotografate da lontano, dall’altro lato del Hudson River oppure East River. I parchi sono una risorsa fondamentale della città e per questo sono ben mantenuti e curati sempre, in più si dà spazio all’arte contemporanea come nuova espressione culturale promuovendo i nuovi artisti della città e del mondo.
Camminare per le strade di Manhattan a Luglio è stato faticoso senza un filo d’aria fresca, in più dai tombini per la strada esce spesso del vapore caldissimo proveniente dal sistema di teleriscaldamento della città che passa attraverso una rete di tubature sotterranee.
Senza lamentarsi troppo si continua con la visita per la città con l’attraversata del Ponte di Brooklyn. Noi l’abbiamo fatto in bicicletta prenotando un tour in anticipo su “Fancy Apple”, però essendo di domenica eravamo solo noi quattro e così abbiamo avuto una guida solo per noi. Non sono una che fa sport, quindi la salita sul ponte in bici è stata un pelino faticosa per me, ma alla fine ce l’ho fatta. 1825 metri di lunghezza non hanno fermato la mia voglia di guardare da vicino questa struttura, il primo ponte sospeso con cavi in acciaio che dà una ottima vista sulla città.
Il panorama su Manhattan vista da Brooklyn è bellissima. Noi abbiamo visitato il quartiere di Dumbo (Down Under the Manhattan Bridge Overpass) e le viste sono propio da urlo. Un lungomare che si affacciano fra il ponte di Manhattan e il ponte di Brooklyn perfetto per le passeggiate a piedi oppure in bicicletta e respirare a tutto polmoni..
Il quartiere di Brooklyn Heights ti permette di fare le fotografie sul ponte di Brooklyn tra due grandi edifici di mattoni rossi come una grande passerella, poi percorrendo delle strade intorno, ti farà piacere sapere che in quella zona residenziale, tranquilla con un ambiente elegante, ci sono stati numerosi film e serie TV che hanno avuto successo mondiali. Grazie a JJ la nostra guida in bicicletta.
Un posto in via di crescita al turismo è il quartiere Red Hook. La visita di domenica con partenza dal molo 11 a Manhattan approfittando della navetta del IKEA che parte gratuitamente solo i fine settimane a questo quartiere (dove si trova logicamente il suo grande magazzino), ci ha permesso di goderci una vista del tramonto, la Statua della Libertà e una fuga dal caos della città per provare qualcosa di nuovo da mangiare; infatti sulla Reed St (10 minuti a piedi dal IKEA) abbiamo trovato il Brooklyn Crab un ristorante di pesce affollatissimo ed accanto al posto c’era una casa che sembrava da cartolina. Prima di ritornare a Manhattan ci siamo avvicinati al Louis Valentino Junior Park e ci siamo accontentati del dolce al limone fatto in un piccolissimo negozio di nome Steve’s Authentic Key Lime Pie ed ovviamente della rinfrescante limonata.
Un’altro percorso di questo viaggio è stato quello di salire in alto alla corona sulla Statua della Libertà, così abbiamo fatto la richiesta online (la visita è a pagamento) sulla pagina ufficiale “Statue of Liberty Tickets”.
La visita include il trasporto di andata e ritorno a Miss Liberty come la chiamo Io con affetto, ma anche Ellis Island che è parte del circuito da visitare ma solo se hai il tempo sufficiente per farlo.
Nonostante il caldo, ci siamo avventurati a salire tutte i 192 scalini del piedistallo in più i 377 per arrivare fino alla corona e osservare da vicino non solo la struttura interna del monumento storico ma anche godersi lo spettacolo in lontananza dello Skyline di Manhattan. Trovi anche un piccolo museo nel piedistallo prima della salita ed un altro punto di osservazione dopo la discesa per fotografare verso l’esterno della statua. Nonostante l’isola ti possa sembrare un po’ piccola da lontano, vedrai che c’è posto per tutti quindi ne vale la pena sopratutto perché sei fuori dal caos della Grande Mela.
Un distretto di New York che non poteva mancare al nostro programma di viaggio è stato Staten Island, raggiungibile grazie al trasporto gratuito del ferry arancione che porta lo stesso nome dell’isola “Staten Island Ferry”. Avremmo potuto girarla molto meglio l’isola ma il caldo era troppo forte e quindi abbiamo dovuto accontentarci con una breve passeggiata nei paraggi intorno al porto e goderci il panorama non solo di Manhattan da lontano, ma anche del ponte Verrazzano che attraversa il canale “The Narrows” collegando l’isola stessa con quella di Long Island dove si trova Brooklyn.
Come prima curiosità dell’isola è da segnalare che da questo luogo si parte per la Maratona di New York; seconda curiosità l’isola è stata il centro di smaltimento rifiuti per più di 53 anni a “Fresh Kills Landfill” raggiungendo l’altezza proprio come la Statua della Libertà e nel 2001 ha fatto una riapertura straordinaria per ricevere tonnellate di detriti dopo il 11 settembre dello stesso anno e l’ultima curiosità dello steso posto parte con un progetto che inizia nel 2003, con il lavoro di riconversione per portare il polmone verde all’isola con un grande parco tre volte di più al Central Park previsto per il 2036.
Quando arriva la notte gli edifici sono uno spettacolo a Times Square, i panelli luminosi di pubblicità, sono parte dell’Art Deco dell’architettura dello Skyline di Manhattan, per questo uno cammina sempre con il naso all’insù (un dire in senso figurato) perché guardare sempre in alto è lasciarsi incantare dalla magia di questo posto al vedere “l’Empire State Building” ed accora di più se ti trovi come noi a festeggiare l’Independence Day davanti a una multitudine di gente che si è avvicinato verso il ponte di Brooklyn col cellulare in mano per registrare i “Grandi” fuochi d’artificio illuminando il lato del East River che come ogni anno viene organizzato da Macy’s, quindi puoi prepararti psicologicamente bene perché quella notte andrai a letto molto tardi visto che caminerai tantissimo prima di arrivare in albergo se c'è l'hai al Downtown, oppure nel migliore dei casi troverai la Metro più vicina affollatissima di turisti come te, che cercano di salire velocemente e prendere un posto nel vagone, caso contrario aspetterai la corsa successiva.
Le cose che più attirano l’attenzione nella Grande Mela sono senza dubbio le sculture che si vedono per tutta la città, inoltre quelle moderne in mezzo a una piazza oppure un parco, trasformano il panorama in modo positivo e lo rendono uno spazio attraente, divertente ed anche accogliente come quella della Chase Manhattan Plaza nel distretto Finanziario di New York dell’artista Jean Dubufett e la sua “Group of Four Trees”, una specie di funghi giganti in bianco e nero che unisce gli edifici attorno alla piazza in modo particolare.
Uno spazio che commuove ancora i pensieri di tutti visitatori è il “Ground Zero” ovvero il sito World Trade Center, spazio lasciato dalle Torri Gemelli, oggi diventato il National September 11 Memorial, con due piscine quadrate circondati d’alberi, il Museo 11/9 in memoria alle vittime e la rinascita con il One World Trade Center cioè un edificio che spunta con i suoi 541 metri d’altezza che equivale a 1776 piedi come riferimento alla dichiarazione dell’indipendenza degli Stati Uniti.
In questo viaggio abbiamo imparato bene a muoverci in metro per tutta Manhattan, i collegamenti da sud a nord oppure da ovest a est e viceversa utilizando la MetroCard ricaricabile sia che uno prenda la metro oppure l’autobus è stato magnifico dandoci l’opportunità di viaggiare tutti quattro con una sola carta ugualmente come è successo a Boston con la CharlieCard ricaricabile, ma purtroppo non posso dire lo stesso della SmarTripCard di Washington che è personale e devi averne una a testa se viaggiate tutti contemporaneamente. Faccio una parentesi su questo punto perché ci sono altre possibilità di pagare il servizio di trasporto, ma un piccolo sbaglio ti può mettere a disagio nel momento in cui meno te l’aspetti, quindi morale della favola cercate le informazioni non solo in rete ma nel posto stesso prima di usarli.
Un percorso che ci ha consentito di esplorare la zona meridionale lato occidentale di Manhattan è stato il “High Line” ovvero un parco pubblico che si stende per quasi due chilometri e mezzo sul sentiero di una ex ferrovia sopraelevata. Dal 2009 inizia la trasformazione di questo spazio in una grande passerella verde, molto piacevole dove poter camminare tranquillamente e apprezzare la città da un’altro punto di vista. Noi l’abbiamo percorso da nord a sud, all’ingresso della West 34th Street fino alla Gansevoort Street dove si trova una piccola spiaggia al molo 53 dove i cittadini e turisti si prendono una pausa molto rilassante. Non tanto lontano c’è un altro parco pubblico e questa volta molto particolare vista la posizione dove l’hanno progettata proprio come una isola galleggiante conosciuta come “Little Island” sulla riva del fiume Hudson aperta al pubblico nel 2021 e oggi è una tappa importante da visitare e poi con un panorama spettacolare da incorniciare.
Di tutte le cose spettacolari da vedere a New York, non poteva mancare la vista notturna della Grande Mela dall’alto. Per una questione di posizione e tempo, noi abbiamo scelto la vista dell’osservatorio del Edge, presso Hudson Yards. La salita al piano 100 sull’ascensore è stata velocissima, poi dentro la zona de osservazione ci siamo rimasti per quasi due ore e mezza e direi che dopo una giornata afosa il venticello della sera in alto si faceva sentire. Su questa terrazza l’area a disposizione per l’osservazione è circondata da vetri i quali rendono visibile tutto il panorama più bello.
Un’altra cosa meravigliosa da visitare sono i grandi musei che troverete in tutta Manhattan, raggiungibili sempre con la Metro. Nel mio programma non poteva mancare una visita indimenticabile all’American Museum of Natural History a richiesta di mia figlia che ovviamente non sapeva quanto doveva camminare all’interno, visto che c’è un mondo da vedere, leggere e anche ascoltare con grande attenzione.
L’ingresso al museo è stato molto veloce, contando che quel giorno era il 4 Luglio e le lunghe file sono state molto scorrevoli. In media siamo rimasti tre ore più meno percorrendo tutti quattro piani disponibili a eccezione di quelle stanze che erano a pagamento dal biglietto extra. Sicuramente è una bellissima esperienza per i ragazzi che lo ricorderanno senz’altro e lo potranno confrontare con quello studiato a scuola e per noi adulti è un ripasso del nostro mondo ed universo che non lascia mai di sorprendere.

È veramente impressionante come ogni piano è allestito in maniera spettacolare, ma quello che piace a tutti i visitatori è la Hall of Saurischian Dinosaurs cioè l’esibizione al quarto piano dei fossili di uno dei due principali gruppi di dinosauri e per garantirmi il ricordo della visita non poteva mancare il self con il Tyrannosaurus Rex.
Dopo la pausa pranzo in un food truck nelle vicinanze (scelta che non è il massimo, però è una scorciatoia per approfittare del poco tempo a disposizione ed usarla per visitare altri posti), ci siamo messi in moto per raggiungere un’altro museo che si trova attraversando quasi a metà il Central Park di New York in poco più di 20 minuti a piedi partendo da ovest verso est, direi una passeggiata in pieno estate in mezzo alla natura prima d’arrivare alla 5th Avenue dove si trova “The MET”.
Una cosa da ricordarsi quando vai ai musei è di portare con sé un maglione leggero perché in tutti musei e luoghi chiusi, l’aria condizionata è veramente tremenda. Al Metropolitan Museum Art, troverete tantissime opere famose e le mie favorite sono parecchie. Ammirare dal vivo queste pitture è un sogno, dalle ballerine di Edgar Degas all autoritratto di Vincent van Gogh, per continuare da Pablo Picasso, Henri de Toulouse- Lautrec, Claude Monet, Edouard Manet, Joan Miró, Amedeo Modigliani, Giorgio de Chirico perfino John Singer Sargent e la sua interpretazione di “Las Meninas, After Velásquez” (una coppia fedelissima all’originale di Velázquez), veramente tante sale con arte dal mondo intero e di tutti i tempi… la scelta è infinita e tre ore sono rimaste troppo poche.
Un altro giorno era destinato al Midtown di Manhattan, abbiamo fatto il classico tour della città percorrendo le vie vicino al Madison Square Park, L’Empire Building, Times Square, la Fifth Avenue, Bryand Park, il Grand Central Terminal e vicino il Chrysley Building, St. Patrick Cathedral, il Rockefeller Center, la Biblioteca Pubblica Stephen A. Schwarzman, Washington Square Park spostandoci in metro ed a piedi senza problemi. Abbiamo anche potuto fare un’altra tappa visitando il MOMA (Museo d’Arte Moderna) e scoprire altre belle opere artistiche. L’unica cosa che non abbiamo considerato dal programma sono i cantieri: lavori in corso, sono dappertutto, e questi, a volte, coprivano dei bellissimi panorami da cartolina.
Nel cercare l’informazione sui posti belli e meno affollati della Grande Mela, ho incluso nel programma una passeggiata per la zona del Morningside Heights situato al lato nord ovest di Manhattan, ed è esattamente come la descrivono cioè un posto tranquillo circondato da costruzioni religiose bellissime come la cattedrale anglicana “Cathedral of Saint John The Divine” imponente costruzione in stile neogotico considerata una delle più grandi al mondo, ha tanti dettagli simbolici che la rendono un luogo mistico ed affascinante reinterpretano l’Apocalisse di San Giovanni in un contesto contemporaneo e urbano. All’interno vedrai tante vetrate una più bella dell’altra ma il grande “Rose Windows” è il simbolo della cattedrale e ha un diametro di dodici metri, dubito che si possa apprezzare l'iconografia raffigurata nel rosone a occhi nudi dal pavimento della navata, visto che si trova in alto all’ingresso principale quindi ti consiglio di portare un binocolo o di un teleobiettivo fotografico oppure osservare le guide e i materiali multimediali messi a disposizione della cattedrale.
Ci sono altri punti salienti dentro la cattedrale di molto significato come le sue sette Cappelle delle Lingue che rappresentano diverse nazionalità degli immigranti che arrivarono a New York, perfino sul pavimenti nelle navette laterali si può apprezzare dei medaglioni circolare che rappresentano i percorsi di secoli di pellegrini e santuari della Gran Bretagna, dell’Europa e della Chiesa episcopale negli Stati Uniti. In sostanza vale una visita se ti trovi da questa parte e ricorda che la visita è a pagamento. Poi andando più al nord sull’Amsterdam Avenue sulla W114th St. si trova la piccola chiesa “Eglise Notre Dame” dove si trova al suo interno una riproduzione della Grotta di Lourdes dietro l’altare maggiore, per una pausa di riflessione oppure di ringraziamento, la consiglio veramente e l’ingresso è libero. Vicino a questa zona si trova la Columbia University e noi volevamo vedere da vicino il suo Low Memorial Library, ma non siamo riusciti a visitarla perché tutta l’università è circondata da cancelli ed è richiesto un pass speciale via online per i visitatori (è questa è una nuova disposizione introdotta dal 2024).
Continuando su Morningside, troviamo un monumento celebre come “General Ulysses Grant National Monument” (ingresso libero) il più grande mausoleo della nazione dove si trova la tomba del 18° Presidente degli Stati Uniti d’America e anche della moglie Julia. All’interno, nella sala principale si possono apprezzare dei murali a mosaici, busti e sculture tutto sotto la cupola impressionante che sta posizionata perfettamente al centro del mausoleo e ci porta a un piano ancora più basso dove si trova sepolto il Generale e la sua moglie. All’esterno è circondato da un enorme parco dove si possono apprezzare dei mosaici “Rolling Bench” dedicato al centenario della designazione del Yellowstone come il Primo Parco Nazionale. Nell’intorno a questo bellissimo monumento si trova un’altro parco il “Sakura Park” un nome così carino perché significa fiore di cigliegio in giapponese, ma in pieno estate non abbiamo goduto di questa fioritura ma di una rilassante camminata e di trovare la statua del “General Daniel Butterfield” chi fu l’autore del “Taps” cioè la melodia che si suona con la tromba in occasione dei funerali militare, infine la curiosità di questa scultura riguarda all’autore della opera: lo scultore statunitense John Gutzon Borglum noto per aver scolpito il Monte Rushmore dove sono raffigurati i volti dei presidenti George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.
Poi abbiamo preso la Metro verso il Downtown, fino ad arrivare alla bellissima “Lincoln Center Plaza” e continuare il nostro percorso a piedi per ammirare il grande complesso artistico di New York (11 istituzioni musicali e artistiche tra cui il Metropolitan Opera House, il New York City Ballet e il New York Philarmonic). La stagione era piena di eventi nella città e in questo luogo non poteva mancare una presentazione all’aria aperta. Dopo di che, ci siamo spostato camminando verso sud al “Columbus Circle”, una piazza circolare dedicata a Cristoforo Colombo che incrocia con l’ingresso principale al Central Park di Manhattan. Ci sono numerosi negozi, ristoranti e locali di eventi culturali come il Jazz at Lincoln presso: The Shops at Columbus.
Visto che siamo arrivati in volo dall’Italia all’aeroporto John F. Kennedy di NYC, non poteva mancare la visita alla Contea del Queens, situata nella parte ovest di Long Island. Dal centro di Manhattan abbiamo presso la Metro (Linea 7 Flushing-Main St, di colore viola) per scendere alla quarta fermata sulla Vernon Blvd - Jackson Avenue per una prima fermata e visitare la Granty PlazaState Park ed ammirare Manhattan in tutto relax dall’altra parte dell’East River su una delle panchine che costeggiano il fiume. La vista è proprio da cartolina e noi la foto iconica con il cartello di Long Island e quello della Pepsi Cola l’abbiamo fatta rigorosamente prima di proseguire con la Metro verso il Flushing Meadows Corona Park fino alla fermata della Metro111St.
Il percorso continua a piedi scendendo dalla metro letteralmente visto che la fermata scelta in questo tratto va per aria, quindi camminando lungo Roosevelt Avenue verso l'incrocio con la 111th St e continuando su questa ultima strada verso sud. Dopo dieci minuti troviamo sulla sinistra il museo New York Hall of Scienze e poi proseguire per la United Nations Avenue N strada interna che conduce sempre dritto al parco dopo la attraversata del ponte Hall of Scienza Bridge e poi ammirare dalla parte sinistra il Grandstand appartenente al US Open Billie Jean King National Tennis Center e verso destra la magnifica fontana è su grande ”Unisphere”, il sentiero Etched Granite Pavement con disegni sul pavimento in panelli di granito che raccontano una cronologia storica.
Ho lasciato per ultimo il Central Park di New York perché c’è tutto un mondo in questo grandissimo parco pubblico per trascorrere una giornata piena in mezzo alla natura, fare un picnic, esplorare posti dedicati ai musicisti, fare una passeggiata in bicicletta, a piedi oppure in una carroza trainati da cavalli o magari solo un bellísimo selfie con un fondo pazzesco e forse godersi uno spettacolo dal vivo.
La scelta è imbarazzante e noi abbiamo dovuto accontentarci in primis con fare un giro in bicicletta per tutto il parco seguendo il percorso stabilito nella mappa che va da sud a nord in senso antiorario (il noleggio delle bici erano del negozio Fancy Apple) per quasi tre ore, ci sono punti da fare tranquilamente ed altri con un po’ d’impegno sulle gambe, è ovvio che facendo un percorso del genere devi rispettare le regole della marcia in bici e tanti punti segnati come interessanti “da visitare” si devono fare a piedi, inoltre devi considerare che in luglio la temperatura della giornata sfiora i 30°C per questo non ci siamo avvicinato tanto a questi posti segnati, ma vederli da lontano era già un traguardo bellissimo da portare per sempre nella mente e nel cuore.
Un parco mantenuto con tanta cura è un regalo alla città ed abbiamo constatato che le regole funzionano e sono rispettate. Questo percorso di quasi 10 km pedalando ci lascia più di una immagine in mente, quasi come un film tipico americano dal quale non ci si vuole svegliare. E dopo aver restituito le biciclette al negozio siamo tornati al parco per l’ultima volta a fare un vero picnic, quindi questo posto non è solo il grande polmone verde della città, ma è anche parte della storia dei newyorkesi. Ci siamo divertito un sacco in questo viaggio visitando New York guardando da vicino i suoi grattacieli e la frenesia della città nel buon senso della parola, adesso ogni volta che guarderò un film registrato in NYC potremmo dire con certezza che noi ci siamo stati proprio lì.
Sono tanti posti che non siamo riusciti a visitare, ma volevo finire questo post col ringraziare di cuore alle persone che lavorano nei restauranti e caffetterie, specialmente a tutti gli ispanici americani per la simpatia ed accoglienza ed il duro lavoro che svolgono in questa grande città.





















