Boston: “La culla della Libertà” percorribile a piedi.
Il nostro viaggio in famiglia continua negli Stati Uniti d’America dopo aver visitato New York. Faremmo una importante fermata nella città di Boston in Massachusetts, c’è da dire che, in questo punto accadono numerosi eventi vincolanti alla Rivoluzione Americana ed alla nascita di questa Nazione. Importante menzionare che, la scelta dei posti visitati allo largo del viaggio l’abbiamo seguito in base al nostro tempo disponibile e tutte le fotografie pubblicate sono fatte con spontaneità e sono della mia proprietà. Un consiglio che poso dare è di viaggiare con una valigia da mano e uno zaino per mobilizzarsi meglio.
Bene, noi partiamo da New York in treno dalla Sala ferroviaria di Moynihan Train Hall tra l’8a e la 9a Avenue e tra la 31a e la 33a Strada proprio di fronte alla Penn Station sul lato ovest dell’8a Avenue.
I biglietti gli abbiamo presi sempre in anticipo per avere il prezzo più economico, perché se lo compri il giorno stesso puoi trovare dei prezzi più alti dal normale, insomma il treno regionale non era così male e il tempo di percorrenza segnalato di 4 ore e 30 minuti per arrivare al South Station Boston era in perfetto orario per il check-in previsto al Hotel, il quale è stato facilmente raggiungibile con la metropolitana e in questo caso bastava scendere direttamente nei sotterranei per raggiungerla. Noi abbiamo usato la Charlie Card ricaricabile per comodità, bastava una sola per noi quattro. L’indicazione da seguire era di fare collegamenti tra due linee della metro: prendere per prima la Red Line che collega il nord-ovest da Alewife (Cambridge) con il sud di Ashmont e Braintree e scendere alla fermata Downtown Crossing per cambiare dopo de linea e prendere la Orange Line che attraversa la città da nord-est (Oak Grove) a sud-ovest (Forest Hills) per arrivare alla fermata Haymarket in poco più di 15 minuti. Confermo che il servizio della metro funziona benissimo, una corsa singola costa $2.40 e puoi pagare il servizio anche contactless con carta di credito/smartphone. Boston è una città molto più tranquilla rispetto alla Grande Mela, un po’ allo stile europeo (forse per il suo origine dai coloni inglesi) inoltre la sua posizione strategica sulla costa est del paese la rende più attraente come la sua propria storia. In questa seconda tappa del viaggio, abbiamo trascorso tre giorni molti affascinanti percorrendo la “Boston Coloniale”, una vera immersione nella storia della città più grande delle Tredici Colonie britanniche nel XVII secolo ed oggi è il polo culturale ed educativo per eccellenza più prestigiosa del mondo.
La gran parte dei turisti realizza il percorso del “Freedom Trail” cioè un sentiero di circa 4 chilometri segnati da una linea di mattoni rossi sul marciapiede che attraversa 16 luoghi chiavi della storia della nascita degli Stati Uniti, ovvero il “Sentiero della Libertà”. Noi l’abbiamo percorso man mano percorrevamo la città partendo dal nostro alloggio al Canopy by Hilton Boston Downtown e non per fare pubblicità, ma la posizione è veramente magnifica. Dopo il check-in abbiamo fatto una sosta per mangiare al Quincy Market (5 minuti a piedi dal hotel), una delle tappe storiche e gastronomiche più famose di Boston. Questo monumento architettonico del 800’ in stile Greek Revival (Neoclassicismo) è costruito in marmo di granito con una splendida cupola centrale che oggi alberga al suo interno tanti negozi che vendono cibo molto variato. La specialità del posto è focalizzata sul pesce e vongole come il famoso Lobster Roll (panino con polpa di astice fresco). Dopo il pranzo ci siamo spostati verso il South Boston Maritime Park, dinamico quartiere del Seaport District facendo una lunga passeggiata a piedi sul lungomare, aree verde e vista iconica sullo skyline di Boston, questo tratto iniziale è un percorso pedonale pubblico conosciuto come il Boston Harborwalk, certamente diversa per scala ed impatto visivo sulla altezza degli edifici con rispetto a quelli che troviamo a NewYork.
Comunque è uno skyline misto molto equilibrato fra torri moderne ed edifici in mattoni rossi. In questo bellissimo percorso abbiamo trovato la Boston Tea Party Ships & Museum, un museo proprio in acqua che ti fa rivivere il famoso evento che ha cambiato per sempre il corso de la storia americana ed è parte del Freedom Trail.
La zona che comprende il Seaport Blvd la puoi godere al meglio nel tramonto, facendo la passeggiata per il Fan Pier Park e quindi non solo scatterai delle viste panoramiche ma anche troverai ristoranti, istituzioni culturali, centri commerciali ed ovviamente dell’area verdi dove riposarti un po’ prima di ricominciare a camminare.
Il secondo giorno abbiamo visitato molto presto il centro storico della città, percorrendo parte del Freedom Trail, partendo dal Common Park, un bellissimo e grande parco dove volendo puoi trovare dei Tours a pagamento con le guide che vestono con abbigliamenti d’epoca per raccontarti la storia americana per tutta la città in 90 minuti al costo di 15 dollari in lingua inglese (a persona).
Noi abbiamo deciso di farlo sempre in modo autonomo per goderci del panorama e prendere il tempo sufficiente da fotografare ogni posti possibili. Del parco Common possiamo dire che è il posto per eccellenza di tanti momenti storici come quella della celebrazione dell’Indipendenza della nazione condotta da George Washington, John Adams e il generale Lafayette.
Oggi il parco conta con un’area giochi e il Frog Pond che sarebbe una piscina molto basa di profondità con giochi d’acqua per bambini (in estate) e la possibilità di pattinare sul ghiaccio (in inverno). Una delle sculture che s’impongono nel parco Common per la sua belleza e forza che trasmette è The Embrace (L’Abbraccio) alto 6 metri per 7 metri di largo in bronzo dall’artista Hank Willis Thomas insieme agli architetti del MASS Design Group, inaugurata nel 2023 come simbolo culturale di equità e giustizia per tutti. L’opera si è ispirata nella fotografia dell’abbraccio fra il reverendo Martin Luther King Jr. e sua moglie Coretta Scott King quando lui riceve l’annuncio del Premio Nobel per la Pace nel 1964.
Camminando sempre intorno al parco si può vedere l’iconica cupola dorata della Massachusetts State House, sede del governo e dell’assemblea legislativa del Massachusetts. Questa cupola è rivestita con una foglia d’oro a 23 caratteri, sulla cima della cupola fu posto un coronamento a forma di cono di pino, per simboleggiare l’importanza dell’antica industria del legname della fondazione dello Stato. Volendo si può fare una visita gratuita da lunedì a venerdì, dalle 8:45 alle 17:00. Sempre nella vicinanza si trova la Park Street Church (1810) chiesa evangelica congregazionale che erge al crocevia tra fede e libertà come parte del Freedom Trail. Il suo imponente campanile bianco di 66 metri d’altezza, doveva servir da punto di riferimento per tutti i pellegrini di passaggio, vista la sua posizione strategica nella città. Il suo sostegno storico se deve al contributo sociale per i diritti delle persone di colore (1818), dei discorsi pronunciati all’interno dell’edificio contro la schiavitù da William Lloyd Garrison (1829) e nel 1831 la chiesa ospitò la prima esecuzione pubblica dell’inno patriottico “America (My Country, ‘Tis of Thee)” più cantato e amato dal popolo per un secolo intero, tuttavia l’inno ufficiale attuale “The Star-Spangled Banner” era già composto molti anni prima (1814) e solo dopo 117 anni, il 3 marzo 1931 il presidente Herbert Hoover firmò l’atto che rese ufficiale l’inno che oggi se ascolta.
Proseguendo il percorso del Freedom Trail, siamo arrivati al Old City Hall (1865) ovvero il vecchio municipio che risalta per la sua bellezza architettonica costruita dove una volta fu esattamente il terreno che ospitava il Boston Latín School (1635) la più antica scuola pubblica degli Stati Uniti dove studiò Benjamín Franklin ed al quale nel cortile esterno se dedica una statua in bronzo noto come ex alunno esemplare esattamente sul posto dove era costruita la scuola. Un’altra cosa che attira l’occhio nello stesso cortile della Old City Hall è la statua dell’Asinello e di due impronte di scarpe in bronzo. Il primo elemento è il simbolo ufficiale del Partito Democratico Americano e venne acquistato a Firenze, mentre l’impronte rappresenta al Partito Repubblicano ma il suo simbolo è l’elefante che sta disegnato all’interno dell’impronte con la scritta “Stand in Opposition”, proprio per scattare una simpatica fotografia. Continua il percorso al King’s Chapel (1754) la prima chiesa anglicana a Boston con annesso il cimitero più vecchio della città, è nota per le sue dodici colonne (in legno rivestite con vernice speciale) che divide la struttura in pietra al l’esterno dalla vecchia chiesa costruita in legno all’interno.
Poi a solo 300 metri sulla stessa via Tremont Street troviamo un altro cimitero sempre come tappe ufficiali del Freedom Trail, il Granary Burying Ground (1660) dove sono sepolti molti personaggi storici considerati Padri della Patria e Rivoluzionari, vittime storiche e famiglie celebri come i genitori di Benjamín Franklin. In questo camminare incrociamo anche sul marciapiede alcuni medaglioni circolari in bronzo tra cui il “Boston Irish Famine Memorial” come parte di un evento storico che spinse oltre 100.000 immigrati irlandesi a rifugiarsi a Boston. Poi, davanti al Old State House (1713) il più antico edificio pubblico della città (situato all’incrocio tra Washington Street è State Street), sede del governo colonial britannico prima dell’indipendenza (oggi museo storico interattivo e tappa fondamentale del Freedom Trail, da visitare a pagamento) troviamo davanti all’edificio sul marciapiede un anello di pietra commemorative al “Massacro di Boston”, evento che scatenò la miccia della rivoluzione americana il 5 marzo de 1770.
Un'altra tappa del “Sentiero della Libertà” da visitare gratuitamente, è senza dubbio la Faneuil Hall, un edificio storico che col tempo ha avuto trasformazioni ed è noto per aver ospitato diversi discorsi di Samuel Adams, un celebre patriota independentista al quale se le dedica un memorial di fronte al edificio, tutti due si trovano in una piccola piazza conosciuta come Dock Square “Piazza del Molo”, perché originariamente si trovava proprio sul lungomare del porto di Boston che poco prima dell’Ottocento, fu trasformandosi per creare una espansione urbana dando nuova terraferma alla città. A pochi passi della piazza, se arriva al Government Center un moderno quartiere amministrativo dove il contrasto all’occhio del cemento armato è molto forte in confronto al “Boston Colonial”. Qui si trova il municipio di Boston la “City Hall” e vari tribunali statali e uffici di agenzie governative nazionali. Nella vicinanza sulla Congress Street abbiamo trovato una statua in bronzo alta circa 3 metri dedicata a Kevin Hagan White, uno dei sindaci più longevi e influenti della città 1968 -1984.
Boston è per eccellenza una porta aperta alla storia americana, une quel fascino europeo con le strade in mattoni rossi, posto incantevole e dinamica profondamente legata alle proprie radici. Tanti la considerano una città sicura, perché si “riesce a girare tranquillamente a piedi” e di estate è fantastica. La miglior zona per mangiare l’abbiamo trovato a due passi del hotel nella zona del Little Italy ovvero conosciuto come North End, è considerata una delle comunità italo-americane più antiche di tutti gli Stati Uniti e senza dubbio molto affollata all’ora di pranzo e cena, vi raccomando prenotate in anticipo o preparatevi come noi a fare la fila lunga, ma ne vale la pena e ricordate che non tutti i restauranti restano aperti fino a tardi notte. Per la cordialità e servizio i ragazzi che lavorano lì sono in gran parte latinoamericani molto ma molto gentili, per questo la mancia l’abbiamo data con piacere. Purtroppo non so dirvi com’è la zona del divertimento notturno, praticamente dopo una giornata di lunga camminata l’unica cosa che volevamo era dormire presto in hotel.
L’ultimo giro lo facciamo a Cambridge, una città autonoma sempre sul Massachusetts, posizionata sulla riva sinistra nord del fiume Charles, esattamente di fronte a Boston ed è famosa per ospitare importanti istituzioni universitarie degli USA. È raggiungibile da numerosi ponti pedonali, stradali e anche ferroviario. Noi ci siamo collegati con la metropolitana dalla fermata Park Street Station usando la Linea Rossa in poco più di 10 minuti fino alla fermata Harvard. A noi ci sarebbe piaciuto dedicare una giornata intera alla città di Harvard e visitare anche il MIT Instituto of Tecnology, ma siamo arrivati di pomeriggio e di solito le istituzioni universitarie sono aperte fino alle 17:00 così abbiamo deciso di fare una lunga passeggiata nello storico cortile del Campus Universitario di Harvard (1936). Quando siamo arrivati al portico del cancello non abbiamo trovato nessuna persona a chi chiedere di guida nel Campus, quindi un passo avanti ed eravamo dentro per completo senza nessun problemi, cosa che ringraziamo completamente. Respirare in mezzo al verde dei giardini che circondano gli edifici in mattoni rossi più antichi di Cambridge, ci ha lasciato immaginare come sarebbe quel luogo con tutti gli alunni in giro da un posto all’altro immersi nello studio e il relax. Come tutte le costruzioni magnifiche viste in questo viaggio “Harvard Yard” ha proprio lo suo come l’ Emerson Hall (1905) sede storica del Dipartimento di Filosofia. La sua architettura neoclassica la rende un edificio monumentale, da risaltare sotto il portico principale ci sono le quattro colonne bianche in stile Ionico e ha incisa una domanda nell’architrave all’ingresso che recita: What is man that thou art mindful of him? “Cos’è l’uomo perché tu te ne ricordi?” (citazione biblica del Salmo 8:5). È importante risaltare la Harvard Library fondata nel 1638, ma non è un edificio fisico, bensì una rete organizzativa che gestisce tutte le 73 biblioteche dell’università ed è il sistema bibliotecario privato più grande del mondo, invece la Harry Elkins Widener Memorial Library (1915) è la biblioteca principale dell’Università di Harvard, la sua architettura in stile Beaux-Arts (dal francese “Belle Arti”) è massiccia e imponente non solo per le sue dodici pilastri nella facciata principale, bensì per i libri che custodisce al suo interno in dieci piani di scaffalature di cui 4 piani sono interamente sotterranei e si estendono al di sotto del prato circostante (non aperto al pubblico). Un’altro edificio principale è il Massachusetts Hall (1720) edificio più antico all’interno del Campus ed oggi è l’ufficio del Rettore. Solo da lontano ho fotografato il campanile della Memorial Church (1932). Un classico selfie con la statua in bronzo di John Harvard (1924) non poteva mancare ma, dicono che il volto non è quello del vero benefattore e nemmeno il fondatore, neppure la data in cui l’ateneo di Harvard è stato fondato, in somma la statua delle “Tre Bugie” viene sempre fotografata a tutti costi e dietro da lei se impone l’University Hall (1815) una struttura in granito bianco che risalta tra i mattoni rossi del Campus in stile Federal Style disegnato dal celebre architetto Charles Bulfinch (laureato a Harvard nel 1781) noto anche per il Campidoglio degli Stati Uniti e della Massachusetts State House. Oggi l’edificio ospita gli uffici amministrativi e sale di riunioni.
Ciao Boston non ti dimenticherò, e adesso siamo pronti per partire ad un’altra città.












